mercoledì 9 aprile 2008

Votate il miglior detersivo......

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni e come sempre vincerà non chi ha presentato il programma migliore, chi è stato più credibile o più coerente, ma semplicemente chi ha piazzato il prodotto migliore. Ormai la campagna elettorale si fa come una battaglia pubblicitaria: slogan semplici ripetuti all'infinito, risposte alle domande dei giornalisti (addomesticati) ridotte all'osso, si parla dei problemi generali come i detersivi parlano dei vari tipi di macchie!!
Ma perché tutto questo? Perché gli italiani (ma non solo loro purtroppo) scelgono chi votare allo stesso modo con cui scelgono un detersivo anziché un altro. Basta pensare che un terzo di essi è ancora indeciso (sostanzialmente ad essi è orientata la campagna elettorale) chi segue la politica con una certa frequenza non decide in base ad un manifesto, e poiché gli indecisi non saranno più tali solo due giorni prima, tutti gli schieramenti si preparano alla "sparata" finale: la proposta più populista e dunque la più "pubblicitaria" vedrà la luce gli ultimi due giorni; si parla già di un'intervista ad Obama e della famosa cordata per salvare Alitalia staremo a vedere....
Del resto la pubblicità d'un detersivo fatta direttamente all'ipermercato è molto più efficace.

3 commenti:

lingegnere ha detto...

magari fosse detersivo....almeno rimuove lo sporco.
questi qualsiasi cosa toccano si trasforma
subito in merda.

Anonimo ha detto...

salutino!!
Vale :-)

Giovanni da Madrid ha detto...

Purtroppo è così e purtroppo il miglior venditore, o meglio televenditore di detersivi è il Biscione, quindi l'unica cosa che possiamo fare è dire a tutti quelli che conosciamo che vadano a votare. Solo una partecipazione esagerata alle elezioni può far sperare in una miracolosa rimonta del centro-sinistra. Ma stavolta il Nano Malefico ha tutte le circostanze a suo favore perché viene dall'opposizione. Quindi forza ragazzi, votate in massa... fate quel che potete. Fate brogli, così avrà ragione a lamentarsi. E sennò torno io in Italia e si fa un colpo di stato.