mercoledì 30 aprile 2008

La giusta distanza .... da un certo tipo di cinema


Terminati di David di Donatello hanno segnato il trionfo de: "la ragazza del lago" ma soprattutto il tracollo di "caos calmo" ma Per fortuna ancora più a bocca asciutta di Nanni Moretti resta "la giusta distanza" di Mazzacurati, taluni film, si sa, esistono solo grazie alla critica, e questa "pseudo-commedietta" ne è l'ennesima dimostrazione.
A parte il diluvio di luoghi comuni veramente insostenibile: l'immigrato buono, l'avvocato cinico, il giovane di belle speranze che crede nella giustizia ecc... Abbiamo pretenziosi riferimenti felliniani e dei meccanismi narrativi da commedia sexy anni '70: una mestrina/modella seduce inconsapevolmente un meccanico tunisino cospargendosi di crema all'interno di una parete/vetrina super illuminata!!! Insomma una cosa comunissima per chi passeggia in aperta campagna...
Alzi la mano chi non hai visto una scena simile in una commedia sexy all'italiana! La giusta distanza va davvero tenuta sia da un certo tipo di cinema che da un certo tipo di critica.

martedì 15 aprile 2008

Il ritorno del cavaliere nero



l'Italia di nuovo in mano Berlusconi, non sono bastati cinque anni, sessantotto processi, ventitré condoni, prevale ancora la tesi del pericolo comunista! Probabilmente gli italiani si meritano il cavaliere nero!

Un simile risultato è la combinazione di due fattori, da una parte coloro che predicavano l'astensionismo di protesta, hanno fatto solo danni: negli Stati Uniti è praticamente al 50%, in Francia oltre il 40 eppure non mi sembrano paesi sull'orlo della guerra civile; se ne deduce pertanto che il non-voto di protesta è ancora più inutile del voto.

Il secondo fattore non meno importante è il martellamento mediatico con problemi INVENTATI come quello della sicurezza: a furia di parlare di vecchiette aggredite da clandestini i "padani" hanno raddoppiato i propri voti, in meno di due anni!

mercoledì 9 aprile 2008

Votate il miglior detersivo......

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni e come sempre vincerà non chi ha presentato il programma migliore, chi è stato più credibile o più coerente, ma semplicemente chi ha piazzato il prodotto migliore. Ormai la campagna elettorale si fa come una battaglia pubblicitaria: slogan semplici ripetuti all'infinito, risposte alle domande dei giornalisti (addomesticati) ridotte all'osso, si parla dei problemi generali come i detersivi parlano dei vari tipi di macchie!!
Ma perché tutto questo? Perché gli italiani (ma non solo loro purtroppo) scelgono chi votare allo stesso modo con cui scelgono un detersivo anziché un altro. Basta pensare che un terzo di essi è ancora indeciso (sostanzialmente ad essi è orientata la campagna elettorale) chi segue la politica con una certa frequenza non decide in base ad un manifesto, e poiché gli indecisi non saranno più tali solo due giorni prima, tutti gli schieramenti si preparano alla "sparata" finale: la proposta più populista e dunque la più "pubblicitaria" vedrà la luce gli ultimi due giorni; si parla già di un'intervista ad Obama e della famosa cordata per salvare Alitalia staremo a vedere....
Del resto la pubblicità d'un detersivo fatta direttamente all'ipermercato è molto più efficace.

venerdì 4 aprile 2008

L'onda anomala

Senza neppure avere il tempo di riprenderci da Muccino ecco arrivare un’altra ondata di “commediette” (ma forse la definizione è troppo blanda) il livornese Virzì si sente in dovere di deliziarci durante la campagna elettorale con un film sul precariato, purtroppo non ha ancora abbandonato l’idea di raccontarci l’Italia di oggi (o almeno quella che lui ritiene tale) a tenergli compagnia ci pensano Paolo Genovese e Luca Miniero col loro “questa notte è ancora nostra” ormai non si pensa neppure più al titolo molto meglio prendere direttamente il passo d’una canzone.
A salvarci sono ancora una volta le vecchie guardie: Nanni Moretti da una parte che interpreta magnificamente un film nel quale finalmente le idee hanno la priorità e la narrazione non è un pretesto ma un simbolo multiforme; dall’altra Carlo Verdone il quale pur in un film non all’altezza dei precedenti riesce a divertire e far riflettere almeno in parte.
Certo vedendo il grandioso western contemporaneo dei fratelli Coen possono venire solo complessi d'inferiorità anche se pure oltreoceano non mancano le commedie (chiamiamole così) usa e getta basta pensare al filone gravidanze non volute come: “ricette d’amore” o “molto incinta” e per finire con “Juno” su questo tema come non pensare alla mitica figlia del conte Mascetti la quale gridava: un aborto no un aborto..